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il blog di Luciano Muhlbauer

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Facciamo come a Roma. No alla parata nazifascista del 29 aprile a Milano. Assemblea cittadina 4 marzo h. 21 @ArciBellezza

March 2, 2015

Si avvicina il 29 aprile e di nuovo a Milano la galassia dei gruppi militanti di estrema destra, con i soliti appoggi istituzionali, si prepara a mettere in scena una parata neofascista. Un anno fa una convergenza plurale di movimenti e realtà antifasciste e antirazziste aveva portato in piazza il ripudio di ogni fascismo e razzismo e migliaia di persone avevano sfilato dietro lo striscione “Milano 29 aprile: nazisti no grazie”. Quest’anno siamo nel 70° anniversario della Liberazione, ma i fascisti vogliono sfilare lo stesso il 29, anzi, ringalluzziti dal nuovo progetto legofascista di Salvini vogliono farlo ancora di più.

Il percorso antifascista iniziato un anno fa ha permesso di riempire le piazze milanese anche altre volte, come il 18 ottobre scorso, e di mettere in campo delle reazioni di fronte alle numerose provocazioni neofasciste registrate nella nostra città. Ora si tratta di riprendere il ragionamento in vista di questo 29 aprile e sicuramente la riuscita mobilitazione #MaiConSalvini costruita dagli antifascisti e antirazzisti romani sabato scorso ci aiuta a discutere e costruire il percorso concreto.

Comunque, ne parleremo all’assemblea antifascista cittadina che si terrà mercoledì 4 marzo, alle ore 21.00 all’Arci Bellezza, in via Bellezza 16/A a Milano.

Di seguito trovate l’appello che sta alla base della mobilitazione del 29 aprile e dell’assemblea del 4 marzo.

 

GLI ANTIFASCISTI MILANESI NEL 70° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DICONO NO ALLA PARATA NAZIFASCISTA DEL 29 APRILE

Il prossimo 25 aprile sarà il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, una scadenza importante per ribadire i valori fondanti del nostro Paese, frutto della lotta partigiana.

Una data che non deve essere vissuta semplicemente come una celebrazione o un anniversario, perché ancora oggi il fascismo, nelle sue variegate versioni incarnate dai diversi gruppi, rappresenta un pericolo in Europa e in Italia. Nel nostro paese si susseguono a ritmo inquietante gli assalti a sedi democratiche, gli attentati ai monumenti e alle lapidi che ricordano i partigiani e le aggressioni contro immigrati, omossessuali e militanti antifascisti. L’ultima in ordine di tempo è avvenuta a Cremona, dove gli squadristi di Casa Pound hanno ridotto in fin di vita un militante del Centro sociale Dordoni.

I gruppi dell’estrema destra radicale sono attivi nella propaganda contro gli immigrati e contro gli omossessuali, nella proposta di un clericalismo bigotto e reazionario, nella riproposizione dell’antisemitismo e dell’ideologia nazifascista, con la sistematica negazione degli orrori che questa ha provocato in tutta l’Europa. Sono sempre più frequenti i concerti di band che inneggiano ai gerarchi fascisti e nazisti, i convegni che tendono a rivalutare le tematiche sociali del Terzo Reich e della Repubblica di Salò, le presentazioni di libri negazionisti dell’Olocausto.

E questo avviene in Lombardia e a Milano con coperture istituzionali senza precedenti: nel passato la ex Provincia di Milano guidata dal centrodestra, oggi la Regione Lombardia governata da Maroni sono ombrelli protettivi accoglienti per le formazioni neofasciste, mentre la Lega di Salvini punta apertamente a un’alleanza con le peggiori espressioni dello squadrismo, anche a livello nazionale. Il tutto con una gestione imbarazzante dell’ordine pubblico della Questura, che certamente consente l’attività dei neofascisti, garantisce lo svolgimento di manifestazioni che apertamente violano le leggi e non pare dedicare il tempo necessario per individuare i responsabili delle aggressioni.

Purtroppo anche all’interno di alcuni Partiti e Associazioni che si riconoscono nei valori dell’antifascismo spesso si cede a un formalismo “democratico”, figlio del pensiero che tutti hanno diritto a manifestare. Ma a chi sostiene l’ideologia della sopraffazione, della violenza e della supremazia razziale non deve essere garantito alcun diritto di parola. Affermare questo concetto è anche un contributo a tenere vivo tutto l’anno l’impegno che ognuno di noi prende nella Giornata della Memoria appena celebrata.

Per tutti questi motivi gli antifascisti milanesi chiedono il divieto assoluto di tutte le manifestazioni neofasciste del prossimo 29 aprile. In quella data, con il pretesto di ricordare un giovane ucciso, da anni i gruppi neofascisti organizzano una parata con modalità e simboli che riconducono al fascismo e al nazismo. A nulla sono valse le diffide e le denunce, gli organizzatori non hanno mai subito conseguenze.

Gli antifascisti milanesi denunciano le tante ambiguità istituzionali ai vari livelli, che mentre proclamano fedeltà alle leggi della Repubblica nata dalla vittoria dell’antifascismo, anno dopo anno, permettono agli eredi degli assassini di allora di riproporre la lugubre rappresentazione di un passato di morte e sopraffazione.

Milano non merita di essere sfregiata dai rigurgiti neofascisti.

Invitiamo tutti i cittadini milanesi a mobilitarsi contro il fascismo nella giornata del 29 aprile 2015 con un presidio in Piazzale Susa a Milano.

Per difendere i valori dell'antifascismo conquistati con la lotta di Liberazione e per ricordare tutti quei giovani assassinati dai fascisti dal dopoguerra a oggi, in quella generosa stagione che è stata giustamente chiamata la Nuova Resistenza.

il corteo #MaiConSalvini di Roma del 28 febbraio 2015

il corteo #MaiConSalvini di Roma del 28 febbraio 2015

In Antifascismo Tags antifa, arci bellezza, 29 aprile, #MaiConSalvini, Liberazione, antirazzismo
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DEFEND ROJAVA – LIBERTÀ PER O*ALAN
SABATO 14 FEBBRAIO H. 14.30
CORTEO NAZIONALE A MILANO
 
Come ogni anno a metà febbraio le comunità curde si mobilitano in tutto il mondo per ricordare il sequestro di Abdullah Ö*alan,
DEFEND ROJAVA – LIBERTÀ PER O*ALAN SABATO 14 FEBBRAIO H. 14.30 CORTEO NAZIONALE A MILANO Come ogni anno a metà febbraio le comunità curde si mobilitano in tutto il mondo per ricordare il sequestro di Abdullah Ö*alan, avvenuto il 15 febbraio 1999, e chiedere la sua liberazione dalle carceri turche. Quest’anno, però, c’è anche un altro, urgente motivo per mobilitarsi accanto e insieme alle comunità curde, cioè la difesa del Rojava e dell’esperienza del confederalismo democratico, sotto aggressione militare da parte del regime di Damasco e delle milizie mercenarie della Turchia, con il benestare degli Stati Uniti. In questo momento vige un precario cessate il fuoco, dopo la firma di un altrettanto precario accordo con il regime, ma quanto accadrà nel futuro dipende in buona parte dalla solidarietà che si riuscirà a costruire a livello internazionale. Già, perché sono lontanissimi i tempi in cui sui nostri media venivano celebrati gli eroi e le eroine di Kobane che avevano sconfitto sul terreno l’ISIS e oggi, con qualche lodevole eccezione, prevale un assordante silenzio mediatico e politico. Hanno fatto calare il silenzio su Gaza e la Palestina e, ovviamente, hanno fatto calare il silenzio anche sul Rojava e sul popolo curdo. 👉 Questo sabato ci saranno due cortei nazionali promossi dalle comunità curde, uno a Roma e l’altro a Milano, alle ore 14.30 in Cairoli. Vediamo di esserci! #DefendRojava
Loro ci vogliono chiusi in casa e in silenzio, passo dopo passo, decreto dopo decreto vogliono rendere illegale dissentire e manifestare. Sognano un paese dove l’unica cosa consentita è applaudirli, ma non andrà così. Oggi
Loro ci vogliono chiusi in casa e in silenzio, passo dopo passo, decreto dopo decreto vogliono rendere illegale dissentire e manifestare. Sognano un paese dove l’unica cosa consentita è applaudirli, ma non andrà così. Oggi più di 10mila a #Milano da Porta Romana fino a Corvetto per il corteo chiamato dal CIO Comitato Insostenibili Olimpiadi contro sperpero di denaro pubblico e blindature, per il diritto all'abitare, salario dignitoso, spazio pubblico e impianti sportivi accessibili, montagne libere e che ciò che è finanziato o è stato realizzato con fondi pubblici, dopo il grande evento, resti o diventi di proprietà collettiva.
Decine di migliaia in corteo in una Torino iper militarizzata per la manifestazione nazionale lanciata dopo lo sgombero dell’Askatasuna. Per gli spazi sociali, contro il governo Meloni e le strette autoritarie. È ora di convergere e star
Decine di migliaia in corteo in una Torino iper militarizzata per la manifestazione nazionale lanciata dopo lo sgombero dell’Askatasuna. Per gli spazi sociali, contro il governo Meloni e le strette autoritarie. È ora di convergere e stare compattə ❤️‍🔥 #askatasuna

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