• Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
Menu

il blog di Luciano Muhlbauer

  • Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014

La Lega gioca alla guerra: approvata legge regionale per impedire l'apertura di moschee in Lombardia

January 28, 2015

La Lombardia di Maroni ha partorito un altro mostro. E così, dopo il convegno omofobo con tanto di un prete pedofilo, ora è il turno dell’islamofobia, altro cavallo di battaglia della Lega, di Salvini e di tutte le destre radicali d’Europa. È successo ieri sera in Consiglio regionale, dove la maggioranza Lega-Fi-Ncd-Fdi ha approvato la cosiddetta “legge antimoschee”.

Hanno votato la legge nonostante sapessero benissimo che molte sue parti saranno con ogni probabilità dichiarate incostituzionali alla prima occasione. L’aveva ricordato anche l’ufficio legislativo del Consiglio regionale soltanto una settimana fa che una legge regionale sull’urbanistica non può pretendere di limitare l’esercizio di una libertà costituzionalmente garantita come quella di culto.

Già, perché con il sotterfugio di una modifica della vigente Legge per il governo del territorio (l.r. n 12/2005), denominata “principi per la pianificazione delle attrezzature per i servizi religiosi”, è stata introdotta una quantità tale di ostacoli e restrizioni da rendere praticamente impossibile aprire una moschea in Lombardia. E lo si fa ricorrendo a qualsiasi mezzo, anche quelli estranei alla competenza legislativa della Regione e alla materia urbanistica, come per esempio l’obbligo di un previo parere positivo da parte di una "Consulta regionale" o la valutazione di "possibili profili di sicurezza pubblica”. Poi ci sono tante altre trappole come la "congruità" con le "caratteristiche generali e peculiari del paesaggio lombardo", la Vas o la possibilità per i Comuni di indire referendum.

Comunque, non è la prima volta che le destre in Regione si disinteressano completamente della decenza istituzionale e del quadro costituzionale, anzi, sono recidivi. Per esempio, un emendamento alla legge n. 12, sempre con intenti anti-islam, era stato utilizzato già nel lontano 2006, sempre su iniziativa della Lega, allora per introdurre l’incredibile principio che nel solo caso di mutamenti di destinazione d’uso di un immobile tesi alla creazione di un luogo di culto bisognava chiedere al sindaco il “permesso di costruire” anche in assenza di opere edilizie. Un altro caso, ben più clamoroso, era la legge regionale sui phone center, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale nel 2008, ma che nei due anni di vigenza aveva causato la rovina economica di centinaia di legittimi esercizi commerciali, gestiti in larga parte da migranti.

E rieccoci dunque alla “legge antimoschee”. Anche in questo caso l’obiettivo sembra essere produrre conflitti oggi e qui e chi se ne frega se domani o dopo la legge verrà trasformata in carta straccia dalla Corte Costituzionale. E uno degli bersagli dell’operazione è senz’altro il Comune di Milano, cioè il suo bando per assegnare aree pubbliche dove costruire luoghi di culto. Infatti, cosa c’è di meglio di una bella campagna contro le moschee in vista delle elezioni comunali del 2016?

Talmente importante sembra essere per la Lega l'islamofobia che non si sono fermati nemmeno di fronte al fatto che la legge regionale mette in difficoltà tutte le confessioni religiose. Infatti, le nuove regole, dalla videosorveglianza collegata alla Questura fino all'obbligo di costruire parcheggi nella misura di almeno il 200% della superficie del luogo di culto, valgono per tutti i nuovi edifici di culto, compresi le chiese evangeliche, i templi buddhisti e le sinagoghe, nonché le strutture cattoliche (però più tutelate grazie al Concordato). E per quanti non hanno stipulato un’intesa con lo Stato, come l'Islam, ci sono altri adempimenti ancora. Insomma, questa legge rende praticamente impossibile l'apertura in maniera legale di una moschea in Lombardia.

E giusto per chiarire il concetto, la Lega in sede di dichiarazione di voto ha sottolineato che la presenza di islamici da queste parti "non è indispensabile" e se non gli sta bene allora "tornate a casa".

Dopo Parigi molti in Europa si chiedono come andare avanti, come costruire inclusione, convivenza e rispetto reciproco. Altri invece, come i governanti della Lombardia, si chiedono soltanto come alimentare il conflitto e coltivare l'odio, per poterne trarre profitto politico per se stessi a prescindere dalle conseguenze per la cittadinanza. Sono pericolosi e meritano tutto il nostro disprezzo e la nostra opposizione.

In Diritti Tags legge antimoschee, maroni, legge 12, islamofobia, regione lombardia
← Expo: il Consiglio Comunale dà ragione ai #NoCanalLa lezione greca →
No results found

Feed Instagram

Basta sfratti e sgomberi a Milano. Un migliaio oggi in corteo nelle strade del Ticinese per il diritto all’abitare e per gli spazi sociali. Con la Palestina nel cuore, sempre
Basta sfratti e sgomberi a Milano. Un migliaio oggi in corteo nelle strade del Ticinese per il diritto all’abitare e per gli spazi sociali. Con la Palestina nel cuore, sempre
Oggi è il 22 settembre. Ricordate un anno fa a Milano? Il tappo era saltato, la normalizzazione del genocidio aveva incontrato il suo anticorpo. Sarebbero seguite settimane straordinarie di mobilitazione e un altro sciopero generale. Poi la ma
Oggi è il 22 settembre. Ricordate un anno fa a Milano? Il tappo era saltato, la normalizzazione del genocidio aveva incontrato il suo anticorpo. Sarebbero seguite settimane straordinarie di mobilitazione e un altro sciopero generale. Poi la marea ha cominciato a rifluire e il governo ha presentato il suo conto a suon di denunce e nuovi pacchetti repressivi. Oggi in Palestina il genocidio continua e da noi continua la complicità istituzionale. Era tutto inutile, sono rimasti solo le denunce e i processi? Chissà, ma è certo che quello di un anno fa non era un’illusione ottica, ma piazze e persone vere, per il Leo, per la Palestina, per l’Aska, per noi. Quindi, niente piagnistei di fronte a un mondo dove le cose si mettono male. Perché ci siamo anche noi, non solo loro. Dobbiamo solo ricordarcelo
#iostoconmargherita 

pic by @giovanni_gianfranco_candida
#iostoconmargherita pic by @giovanni_gianfranco_candida
In migliaia abbiamo manifestato oggi a Milano contro i licenziamenti politici, sempre più frequenti in tutta Italia. Per il reintegro immediato dei licenziati e, per noi milanesi, in particolare per quello di Margherita Napoletano, licenziata
In migliaia abbiamo manifestato oggi a Milano contro i licenziamenti politici, sempre più frequenti in tutta Italia. Per il reintegro immediato dei licenziati e, per noi milanesi, in particolare per quello di Margherita Napoletano, licenziata con un pretesto dall’ospedale privato San Raffaele, perché non ha mai smesso di denunciare gli episodi dí malasanità, conseguenza diretta delle sempre più numerose esternalizzazioni
Sono sconvolto, mi piange il cuore, mi mancano le parole. Anche Moukrim se n’è andato. Un pezzo della mia vita, dai tempi della Pantera e dell’occupazione di Scienze Politiche. Ma poi altri mille incroci che le lotte e la vita ci h
Sono sconvolto, mi piange il cuore, mi mancano le parole. Anche Moukrim se n’è andato. Un pezzo della mia vita, dai tempi della Pantera e dell’occupazione di Scienze Politiche. Ma poi altri mille incroci che le lotte e la vita ci hanno consentito. A volte eravamo più d’accordo, a volte un po’ di meno, ma sempre fratelli e compagni, comunque. Ciao Moukrim, sarai per sempre nel mio cuore ♥️✊

Categorie

  • Grandi Opere (1)
  • Razzismo (1)
  • Stato di Polizia (1)
  • Casa (2)
  • Territorio (2)
  • Diritti (3)
  • Guerre e Pace (3)
  • Scuola e Istruzione (3)
  • Sicurezza (3)
  • Solidarietà (9)
  • Lavoro (19)
  • Internazionale (24)
  • Movimenti (33)
  • Antifascismo (36)
  • Politica (40)

Tag 

  • milano
  • Milano
  • antirazzismo
  • antifascismo
  • antifa
  • repressione
  • movimenti
  • curdi
  • gaza
  • Expo 2015
  • Turchia
  • rojava
  • solidarietà
  • sgomberi
  • erdogan
  • regione lombardia
  • pkk
  • migranti
  • jobs act
  • elezioni 5 giugno

Powered by IlCapitano