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	<title>Il blog di Luciano Muhlbauer</title>
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		<name>Il blog di Luciano Muhlbauer</name>
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		<title><![CDATA[MAFLOW: IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE È FINITO. REGIONE PRODUCA FATTI CONCRETI PER EVITARE IL DISASTRO OCCUPAZIONALE]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Se non intervengono fatti nuovi, nel giro di due-tre mesi alla Maflow di Trezzano s/N (MI) oltre 250 lavoratori e lavoratrici finiranno sul lastrico, senza pi&ugrave; posto di lavoro, disoccupati. Ecco perch&eacute; oggi non &egrave; pi&ugrave; tempo di chiacchiere, ma di fatti concreti.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E lo diciamo al governo regionale e, in particolare, all&rsquo;Assessore al Lavoro, Rossoni (Pdl), che stamattina ha ricevuto una delegazione di lavoratori della Maflow, e all&rsquo;Assessore all&rsquo;Industria, nonch&eacute; Vicepresidente regionale, Gibelli (Lega), che invece non ha partecipato all&rsquo;incontro.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ci permettiamo di dirlo perch&eacute; non &egrave; certo la prima volta che si parla di Maflow in Regione Lombardia, anzi. L&rsquo;assessore Rossoni aveva incontrato diverse volte lavoratori e sindacati, prendendo anche degli impegni, come quello, dell&rsquo;<a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=706"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">8 marzo</span></a> scorso, di intervenire non soltanto sull&rsquo;allora Ministro Scajola, ma persino sul Commissario europeo all&rsquo;industria,Tajani.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma belle parole e solenni impegni erano arrivati anche da un importante esponente della Lega, Salvini, che chiam&ograve; persino al boicottaggio della Bmw, visto che la Maflow di Trezzano &egrave; in crisi a causa del taglio delle commesse da parte della societ&agrave; tedesca, in seguito alle pressioni politiche da parte del governo Merkel.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Peccato per&ograve; che alle&nbsp;parole di Salvini non siano mai seguiti i fatti e che i componenti della Giunta regionale, compreso il Presidente, continuino a girare tranquillamente con le autoblu fornite proprio dalla Bmw. Anzi, in occasione della <i><a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=677"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">question time</span><span style="FONT-STYLE: normal; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none"> del 3 febbraio</span></a></i> scorso, quando noi sollevammo il problema dei rapporti privilegiati con la Bmw, il rappresentante della Giunta ci ripose con un imbarazzante silenzio.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunque sia, ora siamo arrivati al dunque. Dopo un anno di amministrazione straordinaria tutto il gruppo Maflow, presente in diversi paesi, &egrave; stato messo all&rsquo;asta e ora sta per essere venduto alla societ&agrave; polacca Boryszew S.A.. Secondo le previsioni dei commissari straordinari, la procedura di vendita di concluder&agrave; entro la fine del mese di settembre.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ebbene, sui 330 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento di Trezzano, in gran parte lontanissimi dall&rsquo;et&agrave; pensionabile, l&rsquo;acquirente polacco &egrave; disposto a tenerne soltanto 58, garantendone il posto di lavoro per due anni. Poi si vedr&agrave;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, un livello occupazionale bassissimo e un piano industriale alquanto fumoso.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In altre parole, se non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;attivazione reale delle istituzioni, rimaste finora alla finestra, tesa a favorire il rientro di almeno una parte delle commesse della Bmw, marciamo diritti verso un disastro occupazionale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E questo, per quanto riguarda Regione Lombardia, significa non disertare gli incontri che si tengono al Ministero dello Sviluppo Economico, com&rsquo;&egrave; avvenuto marted&igrave; scorso, e soprattutto utilizzare finalmente i ben consolidati rapporti con Bmw Italia.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font size="1">cliccando sull&rsquo;icona qui sotto puoi scaricare la <b>comunicazione ufficiale relativa alla vendita alla Boryszew S.A.</b>, inviata il 20 luglio scorso dai Commissari straordinari alle rappresentanze sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici degli stabilimenti Maflow di Trezzano s/N e di Ascoli Piceno</font></span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
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		<issued>2010-07-29T14:35:56+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[MILANO/TANGENTI: LA COLPEVOLE NEGLIGENZA DEL SINDACO MORATTI]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=785</id>
		<created>2010-07-26T16:09:35+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Le forze dell&rsquo;ordine, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta condotta dal Pm Frank Di Maio, hanno sequestrato due discoteche milanesi (Hollywood e The Club), indagato 19 persone ed effettuato cinque arresti, tra cui due funzionari del Comune di Milano. I reati contestati vanno dal giro di coca in appositi spazi all&rsquo;interno dei locali, destinati a vip e imprenditori, fino alla corruzione (licenze facili, assenza di controlli) da parte dei funzionari pubblici.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, il Sindaco e il suo vice, se da una parte impongono il coprifuoco ai locali delle periferie, se la prendono con i giovani che si bevono una birra all&rsquo;aperto e chiedono lo scalpo dei centri sociali o finanche di qualche circolo Arci, dall&rsquo;altra sembrano invece assolutamente disinteressati rispetto a quello che succede nelle discoteche di tendenza e, soprattutto, negli uffici comunali che dovrebbero fare i controlli.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Qui di seguito il nostro comunicato stampa:</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">IL SINDACO &Egrave; COLPEVOLE DI NEGLIGENZA</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il meno che si possa dire &egrave; che il Sindaco e la sua Giunta sono colpevoli di negligenza. C&rsquo;&egrave; infatti da chiedersi cosa abbiano fatto gli amministratori milanesi negli ultimi 12 mesi per garantire il ripristino di un minimo di trasparenza e legalit&agrave;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Infatti, era esattamente un anno fa, nel luglio del 2009 per la precisione, quando diversi funzionari del Comune, compreso l&rsquo;allora Comandante della Polizia Locale, Bezzon, poi dimessosi, finirono indagati per un giro di tangenti finalizzato a favorire alcune discoteche di tendenza, facilitando il rilascio delle licenze ed evitando i successivi controlli.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Gli odierni arresti ed indagini sembrano una fotocopia di allora, con l&rsquo;unica aggiunta del giro di droga in alcune discoteche. Persino uno degli arrestati di oggi, Rodolfo Citterio, presidente del Sindacato dei locali da ballo (Silb) e componente della Commissione comunale di vigilanza, &egrave; un nome noto dell&rsquo;anno scorso, visto che era gi&agrave; stato inquisito allora, peraltro per gli stessi reati.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, sembra sia passato un giorno e non un anno da quel luglio del 2009. E nel frattempo che cosa hanno fatto Sindaco, Vicesindaco e assessori competenti?</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Riteniamo sia doveroso che qualcuno fornisca una spiegazione di questo negligente immobilismo e, soprattutto, che tragga le necessarie conseguenze.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=785"/>
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		<title><![CDATA[LA STRANA MORALE DEL SIGNOR MARCHIONNE]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=784</id>
		<created>2010-07-23T14:24:36+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A me avevano insegnato che le bugie non si dicono. Il signore Marchionne, invece, di bugie ne dice parecchie. L&rsquo;ultima suona pi&ugrave; o meno cos&igrave;: la nuova monovolume della Fiat non verr&agrave; pi&ugrave; prodotta a Mirafiori, ma in Serbia, perch&eacute; in Italia i sindacati sono &ldquo;poco seri&rdquo; e perch&eacute; c&rsquo;&egrave; stato &ldquo;il problema Pomigliano&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La panzana &egrave; palese e soltanto l&rsquo;ipocrisia e la complicit&agrave; di tanti, troppi pu&ograve; farla apparire come una cosa reale. Mica si improvvisa uno stabilimento con tanto di accordi con uno Stato sovrano nel giro di qualche settimana. Costruire fabbriche e produrre automobili &egrave; cosa ben diversa dallo spostare una bancarella da un mercato rionale all&rsquo;altro.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">No, quella decisione era maturata assai prima di Pomigliano e la Fiom e i Cobas c&rsquo;entrano nulla. C&rsquo;entra invece il fatto che in Serbia un operaio prende soltanto 400 euro mensili e, soprattutto, che la Fiat viene letteralmente inondata da favori e denari pubblici per lo stabilimento di Kragujevac: 400 mln di euro di finanziamento vengono dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), 250 mln di euro li ha messi il governo serbo e la Fiat non pagher&agrave; le tasse per dieci anni.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In altre parole, Marchionne aveva detto delle bugie anche prima, quando diceva che i nuovi modelli sarebbero andati a Mirafiori, mentre aveva gi&agrave; in tasca gli accordi con il governo serbo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, il lupo perde il pelo, ma non il vizio. E il vizio della Fiat si chiama finanziamento pubblico, oggi come ai bei tempi andati, quando lo Stato italiano le regal&ograve; persino l&rsquo;Alfa. Vuoi vedere che anche tutte le chiacchiere sul mercato sono una bugia?</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A difesa di Marchionne, va tuttavia detto che lui non &egrave; l&rsquo;unico a comportarsi cos&igrave;. Quello di portare la produzione all&rsquo;estero &egrave;, infatti, un abitudine piuttosto diffusa, cos&igrave; come la tendenza dei paesi economicamente pi&ugrave; deboli di concedere agevolazioni di ogni tipo pur di attirare investimenti esteri.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non succede soltanto in Serbia, ma un po&rsquo; dappertutto. Per esempio, nella vicina Tunisia, dove il salario mensile medio si colloca tra 125 e 200 euro, il governo offre alle imprese che producono per l&rsquo;export l&rsquo;esenzione totale dal pagamento delle tasse e dell&rsquo;Iva per dieci anni. Risultato? L&rsquo;Italia &egrave; il secondo investitore dopo la Francia e attualmente oltre 700 aziende italiane producono in Tunisia, dal tessile fino alla meccanica.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Avr&agrave; pensato a questo il nostro caro Ministro Sacconi, quando teorizzava sul Mediterraneo come nuova economia emergente su cui puntare?</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, &egrave; la globalizzazione bellezza, l&rsquo;altra grande bugia del nostro tempo. Dicevano che avrebbe diffuso il benessere, invece sta generalizzando il&nbsp;ricatto sociale. Vuoi lavorare? Allora accetta le mie condizioni e senza fiatare.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Marchionne dice che i sindacati in Italia sono poco seri. Callieri, ex capo del personale della Fiat, oggi sul Corsera aggiunge: &ldquo;Il modello va cambiato. Confido nei nuovi vertici sindacali (della Cgil, <i>nda</i>) e in particolare in Susanna Camusso&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, dicono: eliminate la Fiom e cos&igrave; salverete i posti di lavoro in Italia. &Egrave; una bugia grossa come una casa anche questa, come le altre, perch&eacute; i nuovi modelli li fanno in Serbia a prescindere e la chiusura di Termini Imerese &egrave; in programma comunque.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Anzi, vogliono il silenzio dei lavoratori per potersi fare gli affari loro pi&ugrave; in fretta e senza che qualcuno sveli le loro bugie.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
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		<issued>2010-07-23T14:24:36+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[MILANO/SANTA GIULIA: I NODI DEL CENTRODESTRA VENGONO AL PETTINE]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=783</id>
		<created>2010-07-21T16:37:15+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato sul quotidiano online Paneacqua.eu il 21 luglio 2010</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Nella giornata di ieri il Gip Fabrizio D&rsquo;Arcangelo ha disposto il sequestro preventivo dell&rsquo;area che ospita il mega-cantiere di Santa Giulia, a Milano. I reati ipotizzati sono pesantissimi e comprendono anche quello di avvelenamento delle acque, per il quale &egrave; prevista la reclusione fino a 15 anni.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Dopo le inchieste sulla &lsquo;ndrangheta e sulla P3, vola cos&igrave; un&rsquo;ulteriore tegola sulla testa della classe dirigente milanese e lombarda del centrodestra. Ebbene s&igrave;, perch&eacute; anche in questo caso la politica e le istituzioni c&rsquo;entrano. E parecchio. Ma andiamo con ordine.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Una volta, ai tempi della Milano che produceva, nella zona sud-est della citt&agrave; c&rsquo;erano uno stabilimento chimico della Montedison e le acciaierie Redaelli. Poi arriv&ograve; la deindustrializzazione, la chiusura delle attivit&agrave; produttive e le aree delle due aziende, ben 1,2 mln di metri quadrati, divennero disponibili per quello che ormai &egrave; il <i>core business</i> della citt&agrave;: il mattone.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Fu cos&igrave; che nacque il progetto del nuovo quartiere residenziale Santa Giulia, annunciato come &ldquo;il nuovo centro di Milano&rdquo; ed esibito da Sindaco e Presidente della Regione come esempio di eccellenza lombarda. Comunque, un affare da 1,6 miliardi di euro, gestito dall&rsquo;immobiliarista Zunino, nel frattempo fallito. La necessaria bonifica dell&rsquo;area, visto che c&rsquo;era un impianto chimico prima, fu affidata a Giuseppe Grossi, conosciuto anche come &ldquo;re delle bonifiche&rdquo; e intimo dell&rsquo;<i>entourage</i> di Roberto Formigoni.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Inoltre, va aggiunto che una parte del progetto &egrave; gi&agrave; realizzato e che nel nuovo quartiere vivono 1.887 famiglie, che oggi sono molto preoccupate e incazzate. E giustamente, visto che secondo l&rsquo;Arpa, l&rsquo;agenzia regionale per l&rsquo;ambiente, due delle tre falde acquifere sottostanti risultano inquinate da sostanze cancerogene, presenti con valori superiori anche di cento volte rispetto ai limiti massimi previsti dalla legge. E questo, semplicemente perch&eacute; la bonifica affidata a Grossi non &egrave; mai stata fatta!</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Che le cose dalle parti di Santa Giulia puzzassero, i magistrati l&rsquo;avevano scoperto gi&agrave; un anno fa. Infatti, Grossi fin&igrave; in galera nell&rsquo;ottobre dell&rsquo;anno scorso, ma per reati legati alla frode fiscale. Ed &egrave; stato grazie a quella inchiesta che i magistrati hanno ora scoperto la vera dimensione dell&rsquo;opera criminosa.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma diciamolo direttamente con le parole di Grossi, rese pubbliche dai magistrati: &ldquo;Se si fosse fatta una bonifica si sarebbero dovuti spendere 400-500 milioni di euro e forse non sarebbero nemmeno bastati. Per rendere gli investimenti convenienti &hellip; &egrave; necessario che ci sia un ritorno economico finanziario&rdquo;. Chiaro? Non si &egrave; fatta la bonifica perch&eacute; altrimenti non ci si guadagnava abbastanza e della salute delle persone chi se ne frega.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma se possiamo accettare che l&rsquo;esistenza di personaggi come Grossi sia un fatto fisiologico dell&rsquo;umanit&agrave;, altrettanto non si pu&ograve; dire del ruolo e del comportamento di chi esercita una funzione pubblica. Infatti, lo stesso giudice D&rsquo;Arcangelo parla oggi di &ldquo;numerose anomalie sul piano procedimentale-amministrativo&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Un esempio? Il Comune di Milano, in tempi recenti, cio&egrave; il 15 gennaio 2009, aveva dato parere favorevole all&rsquo;analisi di rischio sull&rsquo;area, perch&eacute; riteneva &ldquo;ottemperati gli obblighi&rdquo; in merito agli &ldquo;obiettivi di qualit&agrave; compatibili con la tutela della salute umana e dell&rsquo;ambiente&rdquo;. In altre parole, le autorit&agrave; locali che dovevano controllare, evidentemente non hanno controllato un bel niente.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma non &egrave; soltanto questione di un sistema di controllo assolutamente inefficace, per dirla cos&igrave;, ma c&rsquo;&egrave; qualcosa di pi&ugrave;. Beninteso, noi non facciamo i magistrati e attendiamo l&rsquo;esito del loro lavoro, che pensiamo produrr&agrave; ancora molto fatti. Tuttavia non possiamo certo esimerci dal ribadire la nostra denuncia pubblica, non certo nuova, per quanto ci riguarda, relativa al groviglio di interessi, affari e relazioni tra Grossi e ambienti politici, specie regionali.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Insomma, l&rsquo;anno scorso non arrestarono soltanto Grossi, ma insieme a lui fin&igrave; in carcere anche Rosanna Gariboldi, assessore provinciale del Pdl a Pavia, ma soprattutto moglie di Giancarlo Abelli, oggi parlamentare Pdl, ma fino al 2008 assessore regionale lombardo e, soprattutto, signore delle nomine nella Sanit&agrave; per conto di Comunione e Liberazione. Ebbene, la Gariboldi, accusata di riciclaggio (dei soldi di Grossi), patteggi&ograve; la pena, cio&egrave; si riconobbe colpevole.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Inoltre, tra i personaggi della politica pavese che maggiormente si prodigarono per <i>lady Abelli</i>, quando questa era in carcere, troviamo un tal Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario dell&rsquo;Asl di Pavia. Nulla di strano si direbbe, visto che il marito della Gariboldi era quello che decideva le nomine nella Sanit&agrave; - e quindi anche quella di Chiriaco -, se non fosse che stiamo parlando del Chiriaco arrestato di recente per &lsquo;ndrangheta e accusato dagli inquirenti, tra tante altre cose, di aver contrattato con i boss la raccolta di voti di preferenza per Abelli in occasione delle ultime elezioni regionali.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma Giancarlo Abelli - che disponeva di un suo ufficio al Pirellone e dell&rsquo;autoblu di Formigoni anche dopo il 2008 - non &egrave; l&rsquo;unico elemento di collegamento tra l&rsquo;<i>affaire</i> Santa Giulia e il governo regionale. Ricordiamo che dall&rsquo;inchiesta su Grossi dell&rsquo;anno scorso nacque un filone d&rsquo;indagine che sta inguaiando non poco l&rsquo;allora assessore regionale all&rsquo;Ambiente, il brianzolo Ponzoni. E non a caso, perch&eacute; Ponzoni, oltre a fare l&rsquo;assessore, si faceva anche gli affari suoi. Cio&egrave;, nella fattispecie, era socio in affari della Gariboldi.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">E, dulcis in fundo, l&rsquo;<i>habitu&eacute;</i> Ponzoni, nel frattempo rieletto in Consiglio regionale nelle liste del Pdl e poi nominato nell&rsquo;Ufficio di Presidenza dell&rsquo;assemblea legislativa, &egrave; finito anche nella recentissima inchiesta sulla &lsquo;ndrangheta, tra il &ldquo;capitale sociale&rdquo; dell&rsquo;organizzazione criminale, per usare il linguaggio dei magistrati. </span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma, per non fare torto a nessuno, dobbiamo ricordare che Ponzoni non &egrave; l&rsquo;unico che compare nell&rsquo;inchiesta sulla &lsquo;ndrangheta, ma che ci sono anche altri politici del centrodestra recentemente eletti in Consiglio regionale: il consigliere pavese della Lega Nord, Angelo Ciocca, e quello del Pdl, Giuseppe Angelo Giammario.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Insomma, una bella montagna di letame, che ci fa per&ograve; capire che alcuni nodi, forse, stanno venendo al pettine. Dopo due decenni di dominio assoluto a Milano e in Lombardia, si stanno aprendo delle crepe nel castello di menzogne e impunit&agrave; del centrodestra.</span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma come sempre, non bastano le loro crepe e nemmeno il buon lavoro della magistratura, che non pu&ograve; e che non deve sostituire la politica. Occorre una credibile alternativa politica, che allo stato ancora non c&rsquo;&egrave;. </span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">In questi anni, troppi sono stati i silenzi, le subalternit&agrave; e le complicit&agrave;. E questo rende anche le parole di indignazione spesso poco credibili per una cittadinanza milanese stretta tra l&rsquo;attuale crisi e i guasti di anni di cultura della paura e del rancore, ma oggi sempre di pi&ugrave; disorientata e disgustata. </span></div>
<div align="justify"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Ma questo &egrave; un discorso pi&ugrave; lungo, non per questo articolo, sebbene terribilmente urgente, perch&eacute; tra meno di un anno a Milano si vota. E quello che sta accadendo a Santa Giulia c&rsquo;entra, eccome.</span></div>]]></content>
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		<issued>2010-07-21T16:37:15+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[G8/GE: QUEL 20 LUGLIO DI NOVE ANNI FA QUANDO LO STATO ASSASSINÒ CARLO]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=782</id>
		<created>2010-07-20T10:51:59+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Oggi sono nove anni esatti dal giorno in cui un proiettile esploso dalle forze dell&rsquo;ordine rub&ograve; la vita a Carlo Giuliani.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il luogo era Genova, piazza Alimonda per la precisione, e il contesto le manifestazioni contro il G8 del 2001.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il 20 luglio era il giorno in cui la sospensione dello stato diritto e la feroce repressione del dissenso, preparata da tempo dal Governo e dai vertici delle forze dell&rsquo;ordine, prese corpo, si fece materia, si trasform&ograve; in violenza e sangue.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quella mattina a Genova scesi in piazza con animo inquieto, perch&eacute; sapevamo del clima che si stava costruendo nelle caserme e nelle questure e perch&eacute; le settimane precedenti erano state segnate da un crescendo di provocazioni e minacce. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Avevamo persino chiesto, in occasione dell&rsquo;incontro tenutosi alla fine di giugno a Roma, presso la Farnesina, tra la delegazione del Genoa Social Forum (Gsf) e quella del Governo, che le forze dell&rsquo;ordine in servizio di piazza durante il G8 fossero disarmate. Infatti, c&rsquo;era stato il precedente delle contestazioni di Goteborg, dove la polizia della civile Svezia spar&ograve; sui manifestanti.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E mi ricordo, come se fosse ieri, le parole pronunciate da Gianni De Gennaro, allora Capo della Polizia, che con un sorriso tra il rassicurante e il beffardo ci ripose che non ce n&rsquo;era bisogno, perch&eacute; &ldquo;finch&eacute; ci sono io, mai e poi mai la polizia italiana user&agrave; le armi da fuoco in una manifestazione&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ovviamente, non ci eravamo fidati delle sue parole, ma dall&rsquo;altra parte la manifestazione del 19 luglio, dedicata alla solidariet&agrave; con i migranti, era andata bene. C&rsquo;era tanta gente e nessun intervento repressivo o incidente. E anche le manifestazioni del 20 luglio, con le sue &ldquo;piazze tematiche&rdquo; e il suo assedio della zona rossa, in fondo erano state autorizzate dalla Questura. Ebbene s&igrave;, perch&eacute; bisogna sempre ricordarlo, tutte quelle iniziative erano state comunicate con largo anticipo alla Questura di Genova e quest&rsquo;ultima non aveva preso alcun provvedimento ostativo!</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma, appunto, quel 20 luglio tutto cambi&ograve;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Io stavo con il mio sindacato, il SinCobas e la Confederazione Cobas, impegnati allora in un complesso &ndash;e poi infruttuoso- tentativo di unificazione, e con la rete <i>Network per i diritti globali</i>, che comprendeva anche il grosso dei centri sociali, esclusi i Disobbedienti.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, per farla breve, la nostra &ldquo;piazza tematica&rdquo;, cio&egrave; il nostro punto di assedio alla zona rossa, era in piazza Paolo da Novi. Ma non saremmo mai riusciti a fare quello che era in programma. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Era mattina, stavo raggiungendo il punto di concentramento, ma la piazza di fatto era gi&agrave; occupata da un nutrito gruppo di black block e accerchiata da ingenti forze di polizia e carabinieri.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quello che successe dopo aveva dell&rsquo;allucinante. I <i>black</i> erano l&igrave; da tempo e in santa pace avevano preparato le loro molotov, nel disinteresse totale delle forze dell&rsquo;ordine, ma non appena i manifestanti del Network presenti in piazza raggiunsero un certo numero, inizi&ograve; l&rsquo;aggressione da parte di polizia e carabinieri in assetto antisommossa.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non c&rsquo;era nulla da fare, non potevamo aspettare il grosso dei manifestanti, eravamo praticamente chiusi in piazza e cos&igrave; improvvisammo un corteo per uscire e allontanarci in direzione mare.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ce la facemmo, dopo qualche ora, grazie a un minimo di organizzazione e l&rsquo;esperienza di alcuni. Eravamo fuori, salvi, senza troppe teste spaccate.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma la mattina era soltanto l&rsquo;inizio, purtroppo. Si erano poi messi a manganellare persino gli iper-pacifici presidi di Attac e dei lillipuziani. Infine, il pomeriggio, arriv&ograve; il corteo dei Disobbedienti. Carlo si trovava l&igrave;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quel corteo fu attaccato dalle forze dell&rsquo;ordine sul percorso autorizzato, in via Tolemaide, e fu aggredito con violenza estrema. Tra i tanti punti di scontro c&rsquo;era anche piazza Alimonda. L&igrave;, uno sparo proveniente da un mezzo dei carabinieri, un Defender, ammazz&ograve; Carlo Giuliani.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In quel momento, io mi trovavo in zona piazzale Kennedy, insieme a moltissima gente, proveniente da diverse piazze tematiche della giornata. C&rsquo;era agitazione, disorientamento, rabbia. E poi arrivarono le prime notizie, cio&egrave; che la polizia avrebbe ucciso un manifestante, anzi forse addirittura due o tre.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Alla fine si cap&igrave; che era uno e che si chiamava Carlo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma potevano essere di pi&ugrave;, va detto, per non dimenticarlo, perch&eacute; in quel giorno in diversi luoghi di Genova le forze dell&rsquo;ordine usarono le armi da fuoco.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Un ragazzo ucciso! Non volevamo crederci e la rabbia montava. Molti l&igrave; in piazza, dove mi trovavo io, volevano partire per un corteo spontaneo, altri gridavano, altri ancora avevano paura o semplicemente non sapevano che fare. Allora improvvisammo un&rsquo;assemblea, per tenere ferma la gente, per parlare, per cercare di gestire la situazione. Quel giorno feci diverse assemblee in diversi luoghi.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Si discusse anche del corteo del giorno dopo, del 21 luglio, se confermarlo o se rinunciare. In realt&agrave;, pochissimi nel Gsf dicevano di non farlo. E anche dalle citt&agrave; giungeva notizia che la gente voleva partire lo stesso per Genova, anzi forse pi&ugrave; di prima. L&rsquo;indignazione era pi&ugrave; forte della paura.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Mi ricordo di Tom Benetollo, il compianto Presidente dell&rsquo;Arci. Alcuni, di quelli che erano impegnati a &ldquo;prendere le distanze&rdquo; dai manifestanti di Genova, invece che dalla violenza repressiva, pensavano che egli avrebbe ritirato la sua organizzazione dalla manifestazione del 21, rompendo cos&igrave; l&rsquo;unit&agrave; del Gsf. Ma si sbagliarono di grosso, perch&eacute; Tom fece il contrario. Nel suo caso,&nbsp;infatti,&nbsp;all&rsquo;indignazione per la repressione e l&rsquo;omicidio di Carlo si aggiunse anche la statura politica e morale, nonch&eacute; la capacit&agrave; di leggere la gravit&agrave; dell&rsquo;accaduto.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quello che successe poi il 21 luglio lo sanno tutti e tutte. Un enorme corteo aggredito con violenza e disperso a suon di botte e sangue. Poi le torture di Bolzaneto e la sera l&rsquo;infame massacro della Diaz.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In questi ultimi mesi alcune verit&agrave; hanno trovato la via per emergere anche nelle aule dei tribunali: Bolzaneto, Diaz, il ruolo di altri dirigenti della Polizia di Stato, compreso De Gennaro. Ma tutti sono ancora al loro posto, anzi, nel frattempo erano stati pure promossi. Nemmeno una sospensione temporanea, in nome della decenza. No, niente, nulla, nada.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La loro impunit&agrave; e il castello di complicit&agrave;, persino bipartisan, che protegge la cricca di Genova &egrave; la miglior prova che la sospensione dello stato di diritto praticato nelle giornate del 20 e del 21 luglio 2001 non fosse un incidente di percorso, ma una decisione assunta ai massimi livelli dello Stato.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E poi, ci sono delle verit&agrave; che non hanno nemmeno visto l&rsquo;ombra di un tribunale. Fatti e dolori ai quali in nove anni non &egrave; stato concesso nemmeno la dignit&agrave; di poter vedere un processo regolare. No, niente processo per l&rsquo;omicidio di Carlo Giuliani.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Oggi, non c&rsquo;&egrave; nemmeno certezza su chi abbia premuto il grilletto su quel Difender. Il carabiniere di leva Mario Placanica &egrave; colui che di solito viene indicato come il responsabile, ma in realt&agrave; non c&rsquo;&egrave; la certezza e ci sono dei dubbi.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Lo Stato ha assassinato Carlo e non c&rsquo;&egrave; nemmeno un processo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Carlo &egrave; troppo ingombrante, perch&eacute; riassume l&rsquo;essenza di quello che accadde in quei giorni a Genova: la voglia di vita e di futuro di decine di migliaia di ragazzi e ragazze e la violenza senza freni di uno Stato schierato a difendere con ogni mezzo gli interessi e i privilegi di pochi.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Oggi pomeriggio sar&ograve; in piazza Alimonda, come tutti gli anni. Dall&rsquo;altra parte, non saprei in che altro luogo stare il 20 luglio, non dopo il 2001. Ci sar&ograve; con la memoria di quei giorni, che mi hanno segnato pi&ugrave; di quanto solitamente ammetto, e soprattutto con la convinzione che il rispetto della memoria &egrave; imprescindibile per poter sognare il futuro.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=782"/>
		<issued>2010-07-20T10:51:59+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[CENTRI SOCIALI: NUOVE MINACCE DI SGOMBERO PER LA FORNACE DI RHO (MI) DAL SINDACO SCREDITATO - STASERA ASSEMBLEA]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=781</id>
		<created>2010-07-19T15:46:21+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il peggior Sindaco che la citt&agrave; di Rho abbia mai avuto, il ciellino Roberto Zucchetti, ha un disperato bisogno di risollevare la sua malmessa immagine e di far dimenticare le sue magagne e il suo fallimento amministrativo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Questa e non altro &egrave; la spiegazione della campagna di accuse e provocazioni tesa ad imporre al Prefetto di Milano la decisione dello sgombero del centro sociale Sos Fornace.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E pur di ottenere il suo obiettivo, Zucchetti non esita nemmeno ad oltrepassare il confine della decenza, dichiarando pubblicamente &ldquo;se qualche cittadino arrabbiato &hellip;&nbsp;prende una tanica di benzina e d&agrave; fuoco, &egrave; solo colpa delle istituzioni&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Un&rsquo;indecenza che rasenta l&rsquo;istigazione a delinquere, peraltro in un territorio talmente segnato dalle infiltrazioni della &lsquo;ndrangheta che quattro militari della locale stazione dei Carabinieri risultano indagati per concorso in associazione mafiosa.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Zucchetti vuole uno sgombero il cui unico beneficiario sarebbe lui stesso, considerato che <i>en passant</i> eliminerebbe anche dei fastidiosi oppositori politici.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Infatti, in questi anni, i ragazzi e le ragazze della Fornace hanno puntualmente denunciato i suoi affari e le sue incompetenze, dalla vicenda della soppressione dei treni pendolari fino al conflitto di interessi, per essere gentili, in occasione del varo del Pgt in giunta comunale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Da parte mia, ribadisco la mia completa solidariet&agrave; ai ragazzi e alle ragazze della Fornace di Rho e auspico che il Prefetto voglia riconfermare il suo ruolo istituzionale, rimandando al mittente le indebite pressioni di Zucchetti.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">IMPORTANTE</span></b><span style="FONT-SIZE: 10pt">:</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">per discutere delle minacce di sgombero e sul che fare, la Fornace ha convocato per stasera un&rsquo;assemblea a livello metropolitano. Ecco le coordinate:</span></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">luned&igrave; 19 luglio - ore 21:00</span></b></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">ASSEMBLA METROPOLITANA</span></b></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">presso <a href="http://www.sosfornace.org/"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Sos Fornace</span></a></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">via San Martino 20 &ndash; Rho</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=781"/>
		<issued>2010-07-19T15:46:21+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[LA FIAT È UNA QUESTIONE GENERALE – SOLIDARIETÀ CON LO SCIOPERO DELLA FIOM NEL GRUPPO FIAT CONTRO I 4 LICENZIAMENTI POLITICI]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=780</id>
		<created>2010-07-16T09:37:55+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Esprimo la mia totale ed incondizionata solidariet&agrave; alla <a href="http://www.fiom.cgil.it/"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Fiom</span></a> e agli operai della Fiat che oggi scioperano per quattro ore in tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat, per esigere il ritiro dei quattro licenziamenti politici, tre a Melfi e uno a Torino, e il rispetto degli accordi aziendali.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quanto sta avvenendo in Fiat, da Pomigliano in poi, non &egrave; una questione aziendale, bens&igrave; una questione generale. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi a riguardo, sarebbe sufficiente guardare al tifo da stadio che si &egrave; scatenato a favore della guerra di Marchionne da parte del Governo, di Confindustria e finanche dei lacch&egrave; delle segreterie di Cisl e Uil.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Oggi, come fu una volta, quello che accade in Fiat &egrave; destinato a fare scuola nel paese. Peraltro, anche Marchionne fa come una volta e, dismesso l&rsquo;elegante abito liberal, ripropone il pi&ugrave; antico e solido dei principi padronali: cio&egrave;, &ldquo;qui comando io e se non ti piace ti licenzio&rdquo;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Nei quattro licenziamenti imposti dalla Fiat non c&rsquo;&egrave; nemmeno&nbsp;l&rsquo;ombra della giusta causa. L&rsquo;impiegato di Mirafiori ha fatto quello che qualsiasi impiegato in giro per l&rsquo;Italia e il mondo fa abitualmente, cio&egrave; ha mandato un po&rsquo; di mail ai colleghi di lavoro per mezzo della rete aziendale. Ma lo ha fatto con il testo degli operai dello stabilimento polacco della Fiat.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">I tre licenziati di Melfi, invece, sono accusati di sabotaggio, semplicemente perch&eacute; avevano scioperato. Insomma, se scioperi sei un sabotatore e quindi vai licenziato. In fondo, lo stesso principio introdotto nel contratto della vergogna di Pomigliano.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quattro classici licenziamenti politici, come si faceva una volta, che non sembrano scandalizzare i tifosi di Marchionne. Cos&igrave; come non scandalizzano nemmeno altre cose che succedono contestualmente in Fiat, come il taglio del salario accessorio o il fatto che si manda una parte degli operai in cassa integrazione, mentre a quelli rimasti si chiede un aumento dei ritmi di lavoro, affinch&eacute; non diminuisca il volume di produzione.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">No, la partita &egrave; generale. Si tratta di ristabilire il comando assoluto del padrone, in Fiat e dappertutto. E quindi bisogna anzitutto spezzare e disarticolare quei sindacati, in primis la Fiom, che fanno ancora il loro mestiere, che sarebbe quello di rappresentare gli interessi dei lavoratori e non di compartecipare ai buffet nel sottobosco governativo e confindustriale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A maggior ragione, non sono giustificati e giustificabili i troppi silenzi e balbettii che accompagnano il tifo attivo di centrodestri, leghisti, confindustriali e collaborazionisti.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E per questo, proprio oggi, occorre schierarsi e dire chiaro e tondo che si sta dalla parte della Fiom e degli operai che non si piegano e che Marchionne deve ritirare i licenziamenti politici.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=780"/>
		<issued>2010-07-16T09:37:55+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[SCANDALO CONTINUO AL PIRELLONE: FORMIGONI FORNISCA SPIEGAZIONE PLAUSIBILE O SI DIMETTA]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=779</id>
		<created>2010-07-15T15:09:18+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La strategia del silenzio di Formigoni non &egrave; ulteriormente accettabile. Non bastano pi&ugrave; i telegrafici &ldquo;non c&rsquo;entro nulla&rdquo; o le generiche difese d&rsquo;ufficio, come quella di Boni.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">O Formigoni fornisce delle spiegazioni plausibili oppure diventa lecito, anzi doveroso, esigere le sue dimissioni da Presidente della Regione, di fronte a un Pirellone letteralmente invaso dalla questione morale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Va ricordato che l&rsquo;attuale legislatura regionale &egrave; praticamente un neonato, cio&egrave; ha poco pi&ugrave; di due mesi di vita, ma &nbsp;che &egrave; gi&agrave; colpita da una serie di inchieste giudiziarie che fanno impallidire le vicende del quinquennio precedente (i casi <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=287"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Guarischi e Rinaldin, i doppi incarichi/stipendi di </span><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Borghini e Bonetti Baroggi</span></a></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">, lo <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=693"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">scandalo bonifiche</span></a> e quello <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=712"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Prosperini</span></a> ecc.).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Infatti, prima era esploso lo scandalo annunciato dell&rsquo;ex-assessore <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=748"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Ponzoni</span></a>, che siede tuttora e indisturbato nell&rsquo;Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Poi &egrave; arrivata la <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=778"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">maxi-retata contro la &lsquo;ndrangheta</span></a>, con l&rsquo;arresto del direttore sanitario dell&rsquo;Asl di Pavia e con il coinvolgimento nell&rsquo;inchiesta, sebbene allo stato non indagati, dell&rsquo;uomo di fiducia di Formigoni, Giancarlo Abelli, dell&rsquo;ormai <i>habitu&eacute;</i> Ponzoni e del vicepresidente della Commissione IV del Consiglio, Angelo Giammario (tutti Pdl).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E infine, &egrave; arrivato il coinvolgimento diretto del Presidente Formigoni nell&rsquo;inchiesta sulla cosiddetta P3. Certo, ha ragione il leghista Boni, attuale Presidente del Consiglio regionale lombardo, cio&egrave; si tratta soltanto di &ldquo;una semplice telefonata&rdquo;. Peccato per&ograve; che la telefonata in questione fu fatta a un personaggio ora in carcere, cio&egrave; Martino, per sollecitare l&rsquo;indebita attivazione del Presidente della Corte d&rsquo;Appello di Milano, Alfonso Marra, in questo momento sotto inchiesta da parte del Csm, nella vicenda della lista elettorale collegata al candidato Presidente per le ultime regionali.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, un quadro inquietante, anche se non imprevedibile, che pu&ograve; giustificare diversi comportamenti, salvo quello del silenzio. Quindi, Formigoni parli, spieghi, cerchi di convincere i lombardi e soprattutto dica che atti intende promuovere affinch&eacute; sia garantita la trasparenza, la moralit&agrave; e il rispetto della legge al Pirellone. Altrimenti, si dimetta, insieme a quelli che l&rsquo;avrebbero gi&agrave; dovuto fare.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=779"/>
		<issued>2010-07-15T15:09:18+01:00</issued>
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		<title><![CDATA['NDRANGHETA: FORMIGONI DEVE IMMEDIATE SPIEGAZIONI SU MANCATI CONTROLLI E SU RUOLO ABELLI E PONZONI]]></title>
		<id>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=778</id>
		<created>2010-07-13T14:48:44+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Il governo regionale della Lombardia non se la pu&ograve; cavare con il suo scarno comunicato in cui annuncia la sospensione dalla sua carica di Carlo Antonio Chiriaco, il direttore sanitario dell&rsquo;Asl di Pavia, arrestato stamattina nel quadro della maxi retata contro la &lsquo;ndrangheta.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Anzi, il Presidente Formigoni e i vertici della Sanit&agrave; lombarda devono parecchie spiegazioni e le devono immediatamente.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">In primo luogo, negli ultimi anni Chiriaco, di area Pdl, era stato <a href="http://sconfinamenti.splinder.com/post/22308573/"><span style="COLOR: #d90000; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">accusato pi&ugrave; volte</span></a> da esponenti politici locali di Pavia di intrattenere rapporti poco limpidi con ambienti riconducibili al crimine organizzato.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Certo, siamo garantisti anche noi e concordiamo quindi che non basta un&rsquo;accusa generica per determinare i destini di una persona. Tuttavia, visto l&rsquo;incarico delicato di Chiriaco, c&rsquo;&egrave; da chiedersi perch&eacute; non sia stata mai avviata alcuna inchiesta interna da parte dell&rsquo;Assessorato regionale della Sanit&agrave;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">In secondo luogo, gli inquirenti accusano Chiriaco, tra le altre cose, di aver procacciato voti a favore di Giancarlo Abelli in occasione delle ultime elezioni regionali, per mezzo dei boss della &lsquo;ndrangheta.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Abelli non risulta tra gli indagati e non sappiamo se quanto ricordiamo di seguito avr&agrave; mai importanza da un punto di vista penale, ma di sicuro ha una sua forte rilevanza politica e morale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Abelli, fino alla sua elezione a deputato per il Pdl nel 2008, era uno degli assessori di fiducia di Formigoni. E sebbene occupasse la poltrona di Assessore alla Famiglia e Solidariet&agrave; sociale, in realt&agrave; controllava tutte le nomine nella Sanit&agrave; lombardo per conto di Comunione e Liberazione.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">E questo &egrave; vero in modo particolare per quanto riguarda Pavia, il suo luogo di origine, dov&rsquo;&egrave; considerato una sorta di <i>ras</i> della politica locale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Inoltre, dobbiamo ricordare ancora una volta che i rapporti tra Formigoni e Abelli e tra quest&rsquo;ultimo e l&rsquo;amministrazione regionale non si erano affatto interrotti nel 2008. Anzi, il deputato Abelli continuava ad avere a sua disposizione un ufficio al Pirellone, nonch&eacute; l&rsquo;autoblu e l&rsquo;autista del Presidente Formigoni, come avevamo scoperto nell&rsquo;estate del 2008, grazie a una <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=422"><span style="COLOR: #d90000; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">nostra interrogazione</span></a>.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Avevamo poi fatto una seconda interrogazione per sapere quali erano le sue attivit&agrave;, visto che utilizzava strumenti e risorse della Regione, ma la risposta a questa domanda non sarebbe mai arrivata. Nemmeno il formale sollecito dell&rsquo;anno scorso, ai tempi dello scandalo bonifiche, quando la moglie di Abelli fin&igrave; in carcere e si scopr&igrave; che l&rsquo;ex-assessore aveva a disposizione anche la Porsche di Grossi, produsse risultati.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">E allora, eccoci di nuovo qui a chiedere spiegazioni sul ruolo dell&rsquo;ormai sempre pi&ugrave; ingombrante uomo di fiducia di Formigoni. Talmente ingombrante da averlo spinto a rinunciare al suo posto in Consiglio regionale e rimanere a Roma, beninteso.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Invece, &egrave; sempre al suo posto in Consiglio regionale l&rsquo;esponente Pdl Massimo Ponzoni, ex-assessore di Formigoni, gi&agrave; coinvolto nelle indagini sullo scandalo bonifiche e soprattutto indagato anche lui nel quadro nella maxi-retata di oggi. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[MANGIAROTTI: ANCORA POLIZIA CONTRO GLI OPERAI. L’INTOLLERABILE ATTEGGIAMENTO DELLE ISTITUZIONI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">L&rsquo;atteggiamento delle istituzioni locali nei confronti degli operai della fabbrica milanese Mangiarotti Nuclear Spa sta diventando sempre pi&ugrave; intollerabile. Per la seconda volta nel giro di soli 30 giorni i lavoratori hanno ottenuto come unica risposta alle loro richieste l&rsquo;intervento dei reparti antisommossa, con la differenza che l&rsquo;<a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=759"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">11 giugno</span></a> scorso nessuno si era fatto male, mentre oggi un operaio &egrave; finito in ospedale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Gli operai hanno manifestato davanti alla Prefettura di Milano per chiedere ancora una volta un ruolo attivo alle istituzioni locali. Infatti, senza un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; diretta da parte di Regione, Provincia, Comune e Prefettura, semplicemente non ci sar&agrave; mai un tavolo di trattativa serio con la propriet&agrave;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E ancora pi&ugrave; grave appaiono il silenzio e l&rsquo;indifferenza delle istituzioni locali, se consideriamo che la direzione della Mangiarotti &egrave; protagonista di una sistematica, prolungata e provocatoria <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=758"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">violazione degli accordi, delle leggi e delle sentenze dei tribunali</span></a>.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma com&rsquo;&egrave; possibile che gli operai, colpevoli unicamente di non voler finire disoccupati, si becchino la polizia non appena fanno due passi, mentre la propriet&agrave; &egrave; di fatto libera di violare ogni regola?</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Chiediamo ancora una volta che le istituzioni entrino in campo, al fine di impedire che la propriet&agrave; disponga dell&rsquo;ausilio della polizia per asportare con la forza dei pezzi dallo stabilimento e di imporre, invece, che questa si sieda al tavolo di trattativa, per trovare una soluzione rispettosa degli accordi sottoscritti e capace di garantire attivit&agrave; produttiva e lavoro.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ed &egrave; una questione molto urgente, perch&eacute; in assenza di un&rsquo;iniziativa forte c&rsquo;&egrave; il rischio concreto che la propriet&agrave; imponga una soluzione violenta gi&agrave; nelle prossime settimane.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E che nessuno dica che non lo sapeva, perch&eacute; lo sanno tutti.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></content>
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